Bruciore di stomaco, acidità, rigurgito, pesantezza dopo i pasti e quella fastidiosa sensazione di bruciore dietro lo sterno sono disturbi molto frequenti.
Quando si parla di gastrite e reflusso, però, si tende spesso a pensare soltanto agli alimenti “acidi” e a una lunga lista di cibi da eliminare. In realtà la situazione è un po' più complessa
Ci sono però alcune indicazioni che vale la pena conoscere.
Non sono soltanto gli alimenti acidi a creare problemi
Pomodoro, agrumi, succhi di frutta e altri alimenti acidi possono accentuare il bruciore e i sintomi in alcune persone.
Ma attenzione: questo non significa che questi alimenti siano necessariamente la causa del reflusso. È più corretto considerarli possibili alimenti che in determinate persone possono peggiorare i disturbi.
E soprattutto, non solo un alimento acido può favorire il reflusso.
I cibi molto grassi
I pasti particolarmente ricchi di grassi possono favorire o peggiorare i sintomi del reflusso. Fritti, pasti molto abbondanti, condimenti eccessivi e alimenti particolarmente ricchi di grassi meritano quindi attenzione, soprattutto nelle ore serali.
Il problema non è necessariamente il singolo alimento, ma anche la quantità e la composizione complessiva del pasto.
Per questo, in caso di reflusso, spesso è più utile ridurre i pasti molto abbondanti piuttosto che eliminare indiscriminatamente intere categorie di alimenti.
Attenzione alle bevande gassate
Le bevande gassate sono un altro elemento spesso sottovalutato.
Non è corretto definirle semplicemente “fortemente acide”: nel reflusso possono essere problematiche anche per la presenza di anidride carbonica, che può aumentare la distensione dello stomaco e, in alcune persone, favorire la comparsa dei sintomi.
Acqua frizzante, bibite gassate e altre bevande di questo tipo possono quindi essere da limitare se si nota che peggiorano il proprio reflusso.
Anche in questo caso, però, è importante osservare la risposta individuale.
Caffè, alcol e cibi speziati
Caffè e altre bevande contenenti caffeina, alcol e cibi particolarmente speziati sono frequentemente indicati tra i possibili fattori che possono peggiorare i sintomi.
Questo non significa che ogni persona con reflusso debba necessariamente rinunciare per sempre al caffè o a determinati alimenti. L'alcol, invece, merita particolare attenzione perché può avere diversi effetti sull'apparato gastrointestinale e sul reflusso e, in presenza di disturbi frequenti, è ragionevole limitarne il consumo.
Attenzione soprattutto alla sera
Una delle situazioni più favorevoli al reflusso è andare a letto poco dopo aver mangiato.
Quando ci sdraiamo, infatti, viene meno l'effetto della gravità che durante la posizione eretta aiuta a mantenere il contenuto gastrico nello stomaco.Per questo è consigliabile evitare di coricarsi nelle 2-3 ore successive alla cena. Anche la quantità del pasto serale è importante: una cena molto abbondante consumata poco prima di andare a letto rappresenta una combinazione particolarmente sfavorevole per chi soffre di reflusso.
E se il reflusso arriva durante la notte?
Nei soggetti con reflusso notturno può essere utile sollevare la parte superiore del letto, generalmente attraverso un apposito rialzo o un cuneo sotto il materasso.
È preferibile questa soluzione rispetto al semplice utilizzo di molti cuscini, che possono piegare il corpo senza ottenere lo stesso effetto.
Anche il peso corporeo può avere un ruolo
Questo è un aspetto che spesso viene trascurato.
Nelle persone in sovrappeso o con obesità, l'eccesso di peso può aumentare la pressione sull'addome e favorire il reflusso. Per questo, quando indicato, la riduzione del peso corporeo può contribuire a migliorare significativamente i sintomi e rappresenta una delle modifiche dello stile di vita maggiormente supportate dalle linee guida.
In questo caso l'alimentazione non serve quindi soltanto a “spegnere il bruciore”, ma può intervenire su uno dei fattori che contribuiscono al problema.
Quando il problema non dipende soltanto da ciò che mangiamo
Se il reflusso è frequente, persistente o non migliora nonostante le modifiche dell'alimentazione e la terapia prescritta dal medico, non bisogna pensare automaticamente che la causa sia un alimento sbagliato.
Un'ernia iatale, per esempio, può essere associata alla malattia da reflusso e contribuire ad alterare la normale barriera antireflusso.
Esistono inoltre altre condizioni e disturbi della motilità dell'esofago che richiedono una valutazione gastroenterologica specifica.Per questo, quando il disturbo è persistente, è importante non limitarsi a eliminare sempre più alimenti dalla propria dieta, ma cercare di capire perché il reflusso continua a presentarsi.
E la gastrite da Helicobacter pylori?
Quando si parla di gastrite cronica bisogna ricordare anche l'Helicobacter pylori, un batterio che rappresenta una delle principali cause di gastrite cronica e che può essere associato anche a ulcera peptica.
In questo caso non è sufficiente modificare l'alimentazione.L'infezione può essere ricercata attraverso esami specifici, tra cui l'Urea Breath Test (test del respiro all'urea) e la ricerca dell'antigene di H. pylori nelle feci. In determinate situazioni la ricerca può essere effettuata anche durante una gastroscopia.
Se l'infezione viene identificata, è necessario seguire una terapia specifica di eradicazione prescritta dal medico, generalmente secondo schemi che prevedono più farmaci.
Un dettaglio importante: alcuni farmaci, in particolare gli inibitori di pompa protonica, possono interferire con i test diagnostici e devono essere gestiti correttamente prima dell'esame secondo le indicazioni del medico o del centro che esegue il test.
Gastrite e reflusso: non esiste una dieta uguale per tutti
La conclusione più importante è forse proprio questa.
In caso di gastrite o reflusso non è sempre necessario eliminare decine di alimenti dalla propria dieta.
È più utile prestare attenzione a:
quantità dei pasti;
pasti molto grassi o particolarmente abbondanti;
consumo di alcol;
caffè e altre bevande contenenti caffeina, se provocano sintomi;
bevande gassate;
alimenti acidi o speziati quando rappresentano un proprio trigger;
orario della cena;
intervallo tra cena e momento in cui ci si corica;
peso corporeo, quando è presente sovrappeso o obesità.
L'obiettivo dovrebbe essere quindi personalizzare l'alimentazione, evitando soprattutto ciò che provoca realmente i sintomi, senza creare inutilmente una dieta eccessivamente restrittiva.
Nel mio lavoro di dietologo a Taranto, quando mi trovo a gestire un paziente con reflusso o disturbi digestivi, considero quindi non soltanto cosa mangia, ma anche quantità, orari dei pasti, distribuzione degli alimenti durante la giornata, peso corporeo e stile di vita.Perché una buona alimentazione non dovrebbe significare semplicemente eliminare alimenti, ma capire quali modifiche possono essere realmente utili per quella specifica persona.
Bibliografia
Dietary factors involved in GERD management.
Journal of Gastrointestinal and Liver Diseases. 2023.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37094911/
Prevalence and beverage-related risk factors of gastroesophageal reflux disease: An original study in Chinese college freshmen, a systematic review and meta-analysis.
Neurogastroenterology & Motility. 2022;34(5).
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34585480/
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